Gravity - Museo etnografico Nunzio Bruno

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mostra








Sabato 13 aprile, alle ore 19.00, presso il Museo etnografico “Nunzio Bruno” di Floridia sarà inaugurata la mostra di sculture in terracotta dal titolo
Gravity
personale dell’artista palermitano Alessandro Costagliola.
La mostra, visitabile sino al 27 aprile,
sarà presentata dal semiologo e critico
Salvo Sequenzia.

L’inaugurazione sarà impreziosita da un momento musicale
a cura dell’associazione
Croche Double Croche
con l’esibizione
del chitarrista Domenico Spada e del clarinettista Angelo Litrico.

La mostra, visitabile sino al 27 aprile, accoglie una selezione di sculture in terracotta del giovane artista formatosi all’istituto d’arte e all’Accademia di Belle Arti di Palermo che ha già  al suo  attivo la partecipazione a numerose collettive e la realizzazione di mostre personali presso prestigiose istituzioni culturali come la  fondazione Puglisi Cosentino di Catania, dove ha esposto nel 2015, il Museo civico e il Palazzo Nicolaci di Noto, dove ha esposto nel 2016 e nel 2017, la galleria Arionte di Palermo e la Galleria Studio Barnum di Noto.
 
A introdurre l’artista sarà la direttrice del Museo Cetty Bruno, mentre l’interpretazione delle opere sarà affidata al semiologo e critico Salvo Sequenzia.
 
L’inaugurazione sarà impreziosita da un momento musicale a cura dell’associazione Croche Double Croche di Solarino, da anni impegnata nella promozione di eventi culturali in Italia e all’estero sotto la guida di Antonio Gozzo. Il momento musicale prevede la esibizione del chitarrista e liutaio Domenico Spada e del clarinettista e musicologo Angelo Litrico, che eseguiranno in duo un repertorio di pagine rare tratte  dall’opera del musicista francese Henry.
 
La mostra vuole essere una riflessione sul concetto di durata-movimento  e di gravità  così come vine interpretato dall’artista attraverso l’uso di una materia antichissima e di grande valore simbolico come l’argilla, usata sin dall’antichità.
 
Nella sua nota critica così si è espresso Salvo Sequenzia sull’opera di Costagliola, che lo studioso colloca lungo un crinale espressivo che muove dalla riflessione sulle corporeità compiuta dalle avanguardie del secondo Novecento per approdare agli esiti delle ricerche  di scultori come Marino Marini, Henry Moore, Giacometti, Mimmo Tudisco: «L’artista plasma nell’argilla viva corpi che [...] sfidano le rigide leggi della gravità newtoniana e secondano quelle della lightness: quella leggerezza che, per Italo Calvino, costituisce uno degli attributi ineludibili della contemporaneità. Costagliola predilige modellare il corpo maschile plasmato nella sua nudità e colto, secondo il noto assunto michelangiolesco del “contrapposto”, nel momento della massima tensione […].  Il linguaggio plastico dell’artista esprime una tecnica matura e disinvolta che si è liberata da ostentazioni di scuola e di genere».
 
La mostra si inserisce all’interno di un percorso di ricerca e di studio che il Museo Nunzio Bruno ha avviato ormai da anni coinvolgendo studiosi, ricercatori, artisti, associazioni e istituzioni secondo una prospettiva comparatista e transdisciplinare per una riflessione sulla tradizione, sulla civiltà contadina degli Iblei e sulla cultura isolana attraverso i linguaggi, i codici, le forme di elaborazione e di espressione  della contemporaneità.
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Museo Etnografico Nunzio Bruno
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