PANIFICAZIONE - Museo etnografico Nunzio Bruno

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MUSEO > SALE ESPOSITIVE > CASA DEL CONTADINO
La sala della casa del contadino riserba un angolo ad una attività fondamentale nella economia contadina la panificazione:
Entrando a destra un oggetto di particolare importanza è "u cannizzu" cilindro intrecciato di canne dove viene conservato il grano per l'intera stagione. Quando la massaia ha l'esigenza per quella giornata di panificare la prima cosa che fa è quella di preparare gli attrezzi che sono "a maidda" la madia strumento di forma trapezoidale poggiato su trespoli che viene usato per eseguire l'impasto. La farina setacciata opportunamente viene posta al centro, si realizza una fonte all'interno della quale viene versata l'acqua che in siciliano si chiama "razia" grazia, si scioglie il lievito "luvato" se siamo in inverno "livatina" se siamo in estate, si comincia ad amalgamare la farina con l'acqua si aggiunge il sale e si prepara l'impasto che deve essere lungamente lavorato. Raggiunta la consistenza giusta verrà utilizzato un secondo attrezzo "a sbria" gramola, stavolta con l'aiuto di un'altra persona si affina opportunamente la pasta alzando e abbassando "u sbriuni"  finita questa operazione si taglia pezzi e si comincia a dare la forma. Tipica floridiana e quella a chicco di grano, alla fine dell'operazione si fanno "così minuti" cioé piccole forme che andranno consumate in giornata. Ci si aiuta per migliorare l'elasticità della pasta con dell'olio extravergine d'oliva, dopodiché il pane viene messo a letto per la lievitazione. Successivamente il forno completerà con la cottura, un detto ci avverte che " 'u furnu conza e 'u furno sconza" per indicare l'importanza dell'operazione.
Museo Etnografico Nunzio Bruno
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