TESSITURA - Museo etnografico Nunzio Bruno

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TESSITURA
Fimmina nna fascia robba nna cascia.
Femmina nella fascia, roba nella cassa.

Con questo detto tutte le ragazze del secolo scorso sono state educate, inculcando loro il principio che senza dote non si aveva futuro perchè il matrimonio o la vita monastica era determinta dalla quantità e qualità della dote. Il gradino sociale si saliva solo se la dote comprendeva consistenti quantità di tessuti. Robba a durici o a sirici o vinti fà a diffirenza, significa che la quantità era di durici linzola, durici tuagghi i facci, durici tuagghi i taula ecc. In ogni casa era cunzatu u tularu, attrezzo indispensabile per eseguire in modo impeccabile il proprio corredo, si impiegava un'intera vita, e poi si dava in eredità ai propri figli. Le fasi di lavorazione erano lunghe e complesse, con diverse specializzazioni. Il falegname aveva il compito di realizzare la struttura in legno, poi si costruivano i pettini in canna e cotone, i licci totalmente in cotone. Avendo tutte le parti del telaio pronte ed efficenti si "mitteva u tularu", montato il quale si chiamava a "urditrici", era personale specializzato che realizzava l'ordito in apposite case, perchè era necessario sia spazio che macchinario adatto per la produzione di "Balle". A montaggio ultimato, il telaio era pronto per la tessitura.    
Museo Etnografico Nunzio Bruno
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